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Ancora Juve-Napoli, che gusto c’è senza i traditori?

L’ultima partita contro la Juventus risale allo scorso 18 giugno quando gli azzurri di Gennaro Gattuso vinsero la Coppa Italia al termine di una gara in cui il Napoli dominò gli eterni rivali che crollarono ai calci di rigore. Fu una serata dolce per i tifosi azzurri al culmine di un’annata tra le più difficili della storia del club azzurro, iniziata con le grandi aspettative precampionato e proseguita con lo choc dell’ammutinamento, l’esonero del pluridecorato Carlo Ancelotti, l’arrivo del “modestoGennaro Gattuso e, infine, il lockdown. Un mix di emozioni altalenanti che non avrebbe potuto avere un epilogo migliore: battere la Juventus nella finale del secondo trofeo nazionale. Un trionfo reso ancora più esaltante perché ottenuto contro i dominatori del calcio italiano dell’ultimo decennio e, sopratutto, contro i traditori Maurizio Sarri e Gonzalo Higuain.

Il tecnico toscano si era eretto per tre anni a paladino della napoletanità ponendosi l’ambizioso obiettivo di “conquistare il palazzo” dal basso e con una squadra sulla carta meno forte, ma capace di esprimere un calcio ammirato in tutta Europa. Non essendoci riuscito per un soffio, Sarri decise di entrare nel palazzo del potere dalla porta principale accasandosi proprio alla Juventus. Un mondo decisamente fuori dalla portata del tecnico toscano abituato a calcare i campi di calcio in tuta e costretto, invece, alla guida della Vecchia Signora a sedersi in panchina con indosso giacca e cravatta o polo e pantalone blu notte. La notte di Roma e la sconfitta contro il “suo” Napoli furono fatali per il buon Maurizio che qualche settimana dopo fu messo alla porta nonostante lo scudetto vinto, immeritatamente, e dopo la bruciante eliminazione dalla Champions League per mano del Lione.

Un epilogo davvero triste come quello dell’altro traditore Gonzalo Higuain, trattato dalla dirigenza bianconero come l’ultimo e più scarso attaccante della serie A e costretto ad emigrare addirittura in America, spedito come un pacco postale.

Domenica allo Juventus Stadium non ci sarà Maurizio Sarri e non ci sarà neanche Gonzalo Higuain: due assenze che tolgono un pò di gusto alla sfida contro la Juventus, ma il Napoli ha l’obbligo di scendere in campo con la stessa condizione e cattiveria con cui ha giocato le due ultime partite contro i bianconeri: la finale di Coppa Italia e la gara di campionato vinta al San Paolo per 2-1 lo scorso mese di gennaio. Sulla panchina degli avversari non ci sarà Maurizio Sarri, ma l’inesperto, e fin troppo osannato, Andrea Pirlo e in attacco al posto di Gonzalo Higuain si muoverà Alvaro Morata, vecchia conoscenza del Napoli, calciatore che riporta alla memoria memorabili faccia a faccia contro i difensori azzurri e con cui Manolas ebbe un duro scontro ai tempi in cui giocava con la Roma.

Insomma, la sfida contro la Juventus ha un gusto sempre particolare anche senza i traditori Gonzalo Higuain e Maurizio Sarri. Soprattutto in questo inizio di stagione dove il Napoli di Gattuso deve dimostrare che i sei gol segnati contro il Genoa non sono figli del crollo fisico degli avversari ammalati di Covid, ma frutto di un percorso di squadra iniziato da alcuni mesi con Gennaro Gattuso e proseguito con un inizio di stagione esaltante al di là della modestia degli avversari fin qui affrontati.

Il Napoli a Torino potrebbe già allungare sulla Juve e lanciare un segnale al campionato italiano e alle dirette concorrenti, prima di tutto la Juventus di Pirlo che fino ad oggi è apparsa tutt’altro che irresistibile. Ecco perché anche senza i traditori la sfida contro i bianconeri resta la più importante della stagione.

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Gennaro Punzo