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Dov’è finita la giusta mentalità azzurra? Smarrita insieme alle prestazioni di Fabian e Insigne

Un Napoli che non brilla e di certo non convince quello sceso ieri al San Paolo contro il Milan guidato dall’attuale sostituto di Pioli, Daniele Bonera. La compagine partenopea era chiamata a dare una risposta dopo le ultime uscite a vuoto in casa, ma i partenopei non hanno retto il confronto.

Gli azzurri dovevano giocare per l’aggancio, ma hanno “agganciato” solamente una brutta sconfitta per mano di una squadra che si conferma prima in classifica e forte di un giocatore che ha fatto e continua a fare chiaramente la differenza, Zlatan Ibrahimovic.

L’assenza dei tanti infortunati in casa Napoli si è fatta sentire e non poco. Nonostante la rosa decimata,  Gattuso ha preferito non utilizzare il vecchio modulo, ma ha schierato un 4-2-3-1 abbastanza diverso dal normale, con quattro attaccanti schierati fin dall’inizio e Mertens restituito al suo vecchio ruolo di centravanti. Il belga, seppur non brillando e non trovando mai la profondità, si è confermato comunque il più pericoloso, accorciando le distanze e ritrovando finalmente il gol con la maglia azzurra che mancava ormai da quel lontano 27 settembre contro il Genoa. Una rete che ha ridato speranza agli azzurri, poi persa definitivamente nel finale con il gol di Hauge nei minuti di recupero.

Una sconfitta che non è andata assolutamente giù a Gattuso:” Così non va, non c’è la giusta mentalità!”, la frase che è stata accompagnata dalle urla del tecnico negli spogliatoi alla fine del match. Fa male vedere una squadra che gioca senza concretezza, senza una lucidità. Fa male perchè da questo match, il tecnico in primis, si aspettava sicuramente qualcosa in più.

Le delusioni principali però arrivano da due azzurri che avrebbe dovuto mostrare i denti, ma non sono riusciti nemmeno ad aprire la bocca. Parliamo di Lorenzo Insigne e Fabian Ruiz, migliori attori protagonisti nella fiction “Le delusioni di Gennaro Gattuso”.

Reduci da performance top level con le rispettivi Nazionali, ieri sono stati irriconoscibili. La scorsa domenica una prova sontuosa tra dribbling, assist, gol annullati e giocate di alta classe quella del capitano azzurro che ha dato lustro a tutto il suo repertorio trascinando l’Italia verso una bella vittoria contro la Polonia. Ma una prestazione che non può andare oltre il 5 quella contro il Milan, un giocatore che manca, inconcludente e fuori dal gioco. Si può dire lo stesso del centrocampista spagnolo, lento e tanto, forse troppo, prevedibile. Una prestazione al di sotto del proprio rendimento, frastagliata da una miriade di errori commessi nella prima frazione di gara. Ma dov’è finita la versione migliore di Fabian Ruiz?

“Dobbiamo alzare l’asticella”, e se lo dice Ringhio non possiamo non dargli ragione. La strada è in salita, ed è ancora tanto lunga.

 

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Ludovica Carlucci