Campionato

Ecco perché il Napoli non perderà 3-0 a tavolino

L’avvocato del Napoli Mattia Grassani è stato chiaro quando ai microfoni della Domenica Sportiva ha ribadito che il Napoli ricorrerà a tutte le vie legali pur di ristabilire la verità. Il club partenopeo non accetterà di perdere la gara contro la Juventus dopo aver invocato più volte la possibilità di un rinvio della stessa reso necessario dal “provvedimento del capo di gabinetto della Regione Campania che vietava la partenza” della squadra per Torino. A quel punto la società di De Laurentiis doveva scegliere se violare un provvedimento emesso da un organo statale che detiene la responsabilità in materia di Covid-19 o attenersi allo stesso provvedimento e non presentarsi allo Stadium. Si è scelta la seconda opzione. Sarà questa la linea difensiva che adotteranno i legali del Napoli qualora il giudice sportivo dovesse decidere di attribuire la vittoria alla Juventus che si è presentata regolarmente sul campo come aveva ampiamente anticipato già 24 ore prima.

“La legge dello Stato prevale su quella dell’ordinamento sportivo; i documenti che produrremo dovrebbero bastare a evitare lo 0-3, altrimenti ricorreremo alla Corte sportiva di appello e poi al Coni. L’Asl non ci ha contestato inosservanze. La discrezionalità dell’Asl non può diventare una responsabilità del Napoli. Non può essere considerata una colpa”. Ha detto Grassani.

La sensazione è che la battaglia legale tra il Napoli e la Juventus, appoggiata dalla Lega Calcio, non si risolverà nel giro di qualche giorno, ma potrebbe andare avanti per settimane. Il Napoli, però, si sente forte dei cinque provvedimenti emessi tra sabato e domenica dagli organi statali, oltre al parere del Comitato Tecnico Scientifico che ribadisce il ruolo centrale delle Regioni e delle aziende sanitarie locali in tema di Covid. Stesso concetto espresso più volte anche dal Ministro dello Sport Spadafora. Il Napoli aveva un’unica strada: rispettare il divieto imposto dal gabinetto della Regione Campania per motivi di tutela della salute pubblica. 

Insomma, un vicenda davvero brutta che potrebbe creare un precedente pericoloso per l’intera serie A. È questo il dubbio che si è insinuato all’interno della Lega Calcio. In futuro, soprattutto di fronte all’aumento dei casi positivi, anche altre Regioni e Asl potrebbero seguire lo stesso iter delle Asl Napoli 1 e 2, mettendo a rischio l’intero campionato. Un’eventualità da non escludere, certamente, ma che metterebbe al primo posto la salvaguardia della salute pubblica sugli interessi sportivi e calcistici. In questo caos giudiziario c’è un’unica certezza: la giurisprudenza è regolata da un principio di “ordine generale” che definisce “la gerarchia delle fonti”. Prima la Costituzione, poi le leggi dello stato, poi i regolamenti attuativi. Questo vuol dire che il provvedimento della Regione Campania, che è un organo statale, è al di sopra del protocollo della Lega Calcio.

Un protocollo firmato da tutte le componenti del Governo, compreso il ministero della Salute, che potrebbe perdere forza di fronte all’evidente aumento dei casi di positività al Covid soprattutto in alcune regioni, come la Campania. Per perdere 3-0 a tavolino non basta, dunque, non presentarsi sul campo. Il Napoli ha tutte le carte in regole per dimostrare che l’assenza della squadra allo Juventus Stadium è dovuta a cause di forza maggiore, indipendenti dalla propria volontà.

Dal punto di vista sportivo, infine, la squadra di Gattuso non aveva alcuna ragione di temere gli avversari considerato il valore dimostrato dalle due squadre nelle prime giornale di campionato. Quale interesse, dunque, avrebbe avuto il Napoli a rimandare la partita? Le assenze di Zielinski e Elmas non avrebbero certo fatto pendere l’ago della bilancia a favore dei bianconeri, con tutto il rispetto per i due bravi centrocampisti azzurri.

In settimana il giudice sportivo attribuirà la vittoria alla Juventus, ma siamo certi, leggi alla mano, che la sua decisione sarà ribaltata e il Napoli otterrà quello che ha chiesto gentilmente dal primo momento di questa brutta vicenda: poter giocare la gara un altro giorno.

 

 

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Gennaro Punzo