Campionato

Era questo il Napoli che aveva paura di partire per Torino?

Una settimana da dimenticare, ma un weekend che comincia nel migliore dei modi, anzi no. Meglio, molto meglio. Al Napoli è letteralmente crollato il mondo addosso quando si è visto “condannare” nella giornata di mercoledì dal giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, reo di aver inflitto agli azzurri una pesante sconfitta a tavolino (3-0) e un punto di penalizzazione in classifica. Le reazione? Oggi si può dire che è stata esemplare.

Sì perchè la squadra di Gennaro Gattuso aveva bisogno di smaltire la rabbia e lo ha fatto regalandosi un “anticipo” stellare, il match con l’Atalanta valido per la quarta giornata di campionato e andato in scena nel pomeriggio di ieri nella splendida cornice del San Paolo. Doveva essere una sfida d’alta classifica, doveva creare non pochi problemi agli azzurri eppure si è rivelata una “passeggiata” più rilassante del solito. L’Atalanta doveva far paura, forte anche del recupero dell’uomo chiave della squadra di Gasperini, Josep Ilicic. Eppure la compagine partenopea ci ha messo solamente 23 minuti per rompere gli equilibri con un super Lozano che non si è fatto trovare impreparato sul cross di Di Lorenzo. E, non contento, si è regalato anche il bis quattro minuti più tardi.

Una superiorità schiacciante emersa già nei primi 45 minuti che si sono chiusi sorprendentemente sul punteggio di 4-0 per gli azzurri. Al tabellone dei marcatori hanno apportato la loro firma anche Matteo Politano, autore di una bellissima conclusione dai 20 metri, e Victor Osimhen che si è regalato una gioia infinita dopo aver messo a segno il primo gol in Serie A con una maglia che ama già particolarmente.

E allora sorge spontanea una domanda: era questa la squadra che aveva paura di partire per Torino ed affrontare la Juventus? Insigne, Elmas e Zielinski mancavano, e nessuno mette in dubbio che la loro titolarità sia rappresentativa e importante ai fini della prestazione della squadra, ma tutto sommato la loro assenza, nella partita di ieri, non è stata sentita particolarmente.

Il Napoli ha dominato, giocando per due anni come hanno fatto i bergamaschi. Gattuso ci ha lavorato tanto, ma mai fino ad ora aveva schierato una formazione così, composta da quattro calciatori puramente offensivi quali Politano Lozano Osimhen e Mertens. Una rinuncia particolare, quella di Diego Demme, a cui il tecnico calabrese gli ha preferito il quarto rinforzo acquistato recentemente dal club di De Laurentiis, Tiémoué Bakayoko. Qualcuno al suo arrivo aveva storto il naso perchè non giocava da 6 mesi, ma già dai primi allenamenti l’ex centrocampista del Chelsea ha dimostrato una tenuta fisica impeccabile dimostrando infatti equilibrio e sostanza alla sua prima partita con la maglia del Napoli.

Tanto di cappello, dunque, a Ringhio che ha saputo rinunciare al suo 4-3-3 per lavorare unicamente sull’unica opzione a disposizione: la presenza in contemporanea di Mertens e Osimhen. L’attaccante nigeriano è quella pedina che mancava al club partenopeo, in grado di allungare la squadra rendendola ancora più pericolosa. Questi, uniti anche al “ritorno” di un super Lozano, perso nelle prime partite, ma rinato e nuovamente al centro del progetto di Gattuso, hanno portato a una battuta d’arresto inaspettata degli uomini di Gasperini che ieri sono sprofondati di fronte a un Napoli che avanza prepotentemente verso il vertice, confermandosi come nuovo potenziale pretendente al campionato.

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Ludovica Carlucci