Campionato

Il sorriso di Osimhen lo specchio del Napoli di Gattuso

La vittoria contro l’Atalanta ha sancito una superiorità schiacciante del Napoli che nel primo tempo ha letteralmente stordito una delle squadre più forti d’Europa. Gli azzurri hanno mostrato una freschezza atletica imbarazzante al cospetto di un avversario che era venuto a Napoli per confermare i risultati positivi delle prime tre giornate di campionato. E, invece, gli uomini di Gasperini hanno capitolato di fronte ad una squadra che in tutti i suoi reparti è apparsa straripante nei primi 45′.

Il Napoli è stato superiore in tutto e per tutto e non ha mai mostrato segni di cedimento nella prima frazione di gioco, salvo calare d’intensità nella ripresa. Un calco psicofisico legittimo dopo aver corso a mille all’ora dal primo al 45′ del primo tempo. La sensazione è che il Napoli sia tornato a giocare divertendosi e il sorriso di Osimehn che al momento del gol è corso ad abbracciare Gattuso e che qualche minuto prima era stato rincuoriate dai compagni dopo essere andato vicino al gol,  è l’emblema di una squadra che finalmente è tornata a gioire.

L’attaccante nigeriano corre con una facilità impressionante, dialoga con i compagni, crea occasioni da gol, pressa le difese avversarie. Ma soprattutto sorride come un ragazzino che gioca con gli amici nelle periferie di Lagos o nei quartieri di Napoli. Quel sorriso dopo un passaggio sbagliato, un’azione non andata a buon fine, un gol segnato, è lo specchio del Napoli di Gennaro Gattuso che ha ricostruito una squadra nelle viscere della psicologia di ciascuno, prima di dare una connotazione tattica.

Un lavoro che sta già portando frutti. La stagione è lunga, certo, e speriamo che il calcio possa resistere alla nuova ondata di contagi da Coronavirus, ma la sensazione è che questo Napoli possa essere candidato seriamente allo scudetto, più di quello di Maurizio Sarri che aveva gli uomini contati. Gattuso, invece, ha una panchina ricca e variegata: non è da tutti togliere dal campo Politano, Mertens Bakayoko, Ruiz e Osimhen e inserire Petagna, Demme, Ghoulam, Lobotka e Malcuit.

Ci piace questo Napoli, ma soprattutto ci piacciono i suoi interpreti e i sorrisi di un gruppo di ragazzi che scende in campo prima di tutto per divertirsi, perché il calcio è pur sempre un gioco.

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Gennaro Punzo