Campionato

La Juve stenta, il Milan vince ma non convince, l’Inter è incostante. Il Napoli ha il dovere di provarci !

La quinta giornata di campionato ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, che la Juventus di Pirlo è un cantiere aperto che forse resterà tale per tutta la stagione. I bianconeri hanno collezionato il terzo pareggio consecutivo, due dei quali contro avversari modesti come Crotone e Verona: i bianconeri senza Ronaldo suono una squadra di centro classifica con un allenatore dipinto come un “maestro” della panchina nonostante sia alla sua prima esperienza. Andrea Pirlo ha dimostrato fino ad oggi tutti i suoi limiti legati all’inesperienza: essere stato un buon giocatore non significa diventare un allenatore top qualche settimana dopo aver conseguito il patentino. E la Juventus quest’anno potrebbe pagare ancora una volta una scellerata scelta societaria decidendo di puntare su un tecnico che non aveva mai allenato prima in nessuna categoria calcistica. Il fallimento del progetto Pirlo sarebbe una rivalsa per tutti i tecnici che in Italia sono arrivati su una panchina di serie A dopo anni di gavetta e sacrifici, sconfitte e soddisfazioni, promozioni ed esoneri. 

Insomma, non basta chiamarsi Pirlo per diventare Guardiola. La Juventus vista contro il Crotone e quella che ha giocato ieri con il Verona, allenata da un ottimo tecnico come Juric, conferma che i bianconeri non hanno per ora un gioco né un’anima, ma solo tante individualità messe insieme sul terreno di gioco da una guida tecnica che per ora sta facendo tanta confusione. I bianconeri dovranno sperare nel ritorno di Cristiano Ronaldo, il calciatore capace di prendere per mano la squadra e vincere quasi da solo le partite. La classifica parla chiaro: la Juventus per ora ha 9 punti, dei quali 3 conquistati a tavolino contro il Napoli, e rischia di perdere di vista la vetta con il Milan che contro la Roma potrebbe allungare il passo. Il Napoli ha due punti in più della squadra di Pirlo, nonostante il punto di penalizzazione e i tre punti regalati agli avversari per non aver giocato il big-match del 4 ottobre.

La vittoria del Napoli contro il Benevento

Il Milan ha il privilegio di avere un calciatore che si chiama Ibrahimovic, uno che sposta gli equilibri delle partite e perfino di un intero campionato. I rossoneri sono partiti alla grande e nelle quattro vittorie precedenti sono riusciti anche a vincere il derby contro l’Inter. Potrebbero consolidare il primato in classifica e tentare già una mini-fuga. Ma il limite della squadra di Pioli è proprio la Ibra-dipendenza: lo svedese ha 39 anni e dovrà fare i conti con la tenuta fisica che dovrà reggerlo per tutta la stagione. Se cederà, si trascinerà tutta la squadra verso il basso. Dovrà essere bravo Pioli a creare alternative valide, ma il rischio che i rossoneri possano calare alla distanza è evidente.

Poi c’è la solita Inter che vince in scioltezza alcune partite e si complica la vita in altre. Antonio Conte sembra non aver trovato ancora il bandolo delle matasse soprattutto su l’utilizzo di alcuni uomini come Eriksen. I nerazzurri hanno un andamento altalenante e rischiano di specchiarsi nelle proprie bellezze. Come il Milan, anche l’Inter sembra troppo legata ai gol di Lukaku, l’unico a fare la differenza in fase offensiva con Lautaro Martinez troppo discontinuo. La Lazio di Inzaghi, infine, non è la stessa dello scorso anno. Così come l’Atalanta di Gasperini che potrebbe pagare l’impegno in Champions League.

In questo scenario il Napoli di Gattuso ha il dovere di provarci. Gli azzurri per ora hanno dimostrato di essere una squadra equilibrata e anche nelle gare più complicate, come quella di Benevento, riesce a trovare soluzioni per ottenere il massimo. La sconfitta in Europa League contro l’AZ potrebbe essere stato un toccasana per la squadra di Gattuso che contro il Benevento è riuscito a trovare due volte il gol grazie ad una cattiveria agonistica che era mancata in Europa League e, sopratutto, ai cambi che hanno deciso la gara. Il tecnico partenopeo ha una panchina lunga e forte: un elemento che potrebbe essere determinante nel corso della stagione con l’introduzione delle cinque sostituzioni. Non a caso la partita contro i cugini del Benevento è stata risolta dai due subentrati: Politano e Petagna che sono riusciti a fare quello che Lozano e Mertens non erano stati in grado in 60 minuti di gioco.

Per ora è prematuro parlare di scudetto, ma quest’anno la corsa al titolo è più che mai aperta e il Napoli si candida seriamente alla vittoria del tricolore.

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Gennaro Punzo