Campionato

Perché Juve – Napoli non deve essere giocata

La positività di Zielinski è arrivata dopo il secondo giro di tamponi effettuati dal Napoli in seguito alla catastrofica partita contro il Genoa. Un esito che era nell’aria e che potrebbe a questo punto aprire scenari inquietanti. Tutta la settimana il polacco si è allenato con i compagni e non è affatto da escludere che abbia potuto infettare anche altri del gruppo Napoli.

I risultati degli ultimi test effettuati ieri saranno resi noti oggi e se ci saranno altri casi positivi al Covid il Napoli sarebbe comunque costretto a giocare la partita a meno che le positività non siano più di 10. Un’eventualità da escludere per il bene di tutti. Ma potrebbe anche accadere che la positività di altri si manifesti nei giorni successivi alla gara contro la Juve. A quel punto l’eventuale trasmissione del virus sarà già avvenuta.

Il rischio è che si potrebbe verificare lo stesso meccanismo di Napoli-Genoa con il passaggio del virus dai calciatori del Napoli a quelli della Juventus. Alcuni dei quali convocati in Nazionale. Una catena che potrebbe diventare incontrollabile e che potrebbe costringere i vertici del calcio italiano e europeo a chiudere tutto.

Uno scenario catastrofico che deve essere fermato subito con il rinvio della partita tra la Juventus e il Napoli. La Lega calcio per il bene di tutti può decidere di non far giocare la gara in programma domenica sera all’Allianz Stadium e interrompere sul nascere la catena di contagi che si innescherebbe.

Una decisione per il bene del sistema calcio e dei tifosi, a partire dai napoletani che meritano di vivere questa gara senza alcuna preclusione. Si deciderà tutto nelle prossime ore, ma la sensazione è che Juve-Napoli non può essere giocata in queste condizioni.

In tutto questo, infine, c’è l’aspetto umano: Zielinski dovrà affrontare la quarantena stando attento a moglie e figli. Vivrà da isolato per il bene di tutti. Un pensiero va anche a lui, ragazzo e giocatore fantastico caduto in una brutta storia. In bocca a lupo a lui.

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Gennaro Punzo