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Politano, quando la gente pensava che “Se era forte l’Inter non lo dava al Napoli..”

A gennaio approdava all’ombra del Vesuvio Matteo Politano. L’esterno mancino classe 1993, dopo essere arrivato all’Inter nell’estate del 2018 e aver totalizzato 63 presenze e 6 gol, lasciava i nerazzurri per una nuova avventura con una maglia totalmente differente. Un affare totale dai 23,5 milioni potenziali: prestito oneroso biennale (2 milioni di euro) con obbligo di riscatto, fissato a 19 milioni e altri 2,5 milioni di bonus. Insomma, un acquisto non proprio economico che aveva fatto storcere il naso a molti. I più, lo avevano definito un “pacco”.

“I famosi ‘professori del piffero’, all’epoca, dissero: ‘Se era forte, l’Inter non lo dava a noi…’. Cosa dicono, invece, adesso? Hanno fatto brutte figure e detto tante ca**ate…”, è Carlo Alvino a ricordare le “lamentele” di questi supporters (?) che non credevano nel potenziale di questo ragazzo. Eppure, guarda caso, proprio lo scorso match di campionato contro il Benevento è stato risolto dai due subentrati: Politano e Petagna. 

 

“E’ un giocatore da sfruttare tantissimo, perché in questo momento fa la differenza. Dopo una preparazione fatta per bene, avete visto che può dire la sua. La bravura del Napoli è stata quella di mettere a disposizione di Gennaro Gattuso una rosa valida ed ampia. Politano entra e fa la differenza, questa è la verità. Non deve però passare il messaggio che possa entrare solamente a gara in corso, come avveniva in passato con Dries Mertens? Assolutamente. Anzi: ora come ora, difficilmente lo vedo fuori dagli undici titolari. Matteo ha meritato sul campo la maglia da titolare del Napoli. Chi lo toglie più, adesso?”.

Alvino lo ribadisce e lo sottolinea: Politano entra e fa la differenza. E nella sfida di Europa League contro la Real Sociedad, in programma giovedì alle ore 21 potrebbe trovar posto anche dal primo minuto.

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Ludovica Carlucci