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Si parla tanto del Napoli, ma Cristiano Ronaldo come si è comportato?

Da circa due settimane l’argomento del giorno è il big match domenicale tra Juventus e Napoli, quello che in data 4 ottobre non è andato in scena. O meglio, è stato disputato “verbalmente”, a suon di botta e risposta davanti ad un giudice sportivo che poi ha preso la decisione di condannare il club partenopeo decretando la vittoria a tavolino (3-0) dei bianconeri e penalizzando, come se non bastasse, la squadra di Gennaro Gattuso con un punto in meno in classifica.

Dito puntato contro un non sorpreso Aurelio De Laurentiis, reo di aver cercato un appiglio per non disputare la gara. Si è sempre e solo parlato dei “colpevoli” guardando solamente in Campania. E se per un attimo spostassimo la nostra attenzione a Torino? Vedremo che non si è agito poi nel pieno rispetto del protocollo. Da qualche giorno infatti è trapelata in rete la notizia della positività al Covid-19 di Cristiano Ronaldo, asintomatico e attualmente in isolamento nella sua casa a Torino. Un atteggiamento nel pieno della irresponsabilità che deriva dalla sua scelta di abbandonare la “bolla” bianconera per raggiungere la sua Nazionale viaggiando in un altro Paese e rompendo dunque il protocollo. Il cinque volte Pallone d’Oro  è andato e tornato dal Portogallo, prima violando la bolla della Juventus, e poi viaggiando da positivo.

Senza tralasciare il fatto che l’ex giocatore del Real Madrid possa aver infettato mezza, se non tutta, la squadra portoghese considerando che la sera prima della sua riscontrata positività Ronaldo era a cena nel pieno NON rispetto delle norme anti-Covid, senza mascherina e non rispettando il distanziamento sociale. Senza tralasciare un altro fatto, secondo non per importanza, che vede il fenomeno portoghese trascorrere la sua quarantena in Italia. Perchè? Perché la legge è appena cambiata e mentre in Portogallo l’isolamento dura quattordici giorni, qui invece dura meno. Con esito negativo del tampone si può ritornare alla normale attività dopo dieci giorni.

Come scrive Il Messaggero, la “colpa” di Cristiano Ronaldo non è stata quella di tornare in Italia per trascorrere l’isolamento, bensì quella di partire a seguito delle positività riscontrate nell’ambiente Juventus prima degli impegni delle Nazionali. Lui, così come tutti gli altri calciatori, prima di partire per le rispettive squadre, avrebbero dovuto aspettare l’esito del secondo tampone prima di muoversi.

Una “disattenzione” che potrebbe costargli caro.

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Ludovica Carlucci