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Vi diciamo perché Gattuso ha scelto di puntare su Ospina

Nel calcio moderno accade anche che una squadra alterni due portieri tra i pali, scelta impensabile negli anni ’80 e novanta dove il numero 1 era il titolare e il 12 il secondo. Ebbene, nel Napoli di Gattuso ci sono due portieri forti che vengono utilizzati dal tecnico ad intermittenza. David Ospina e Alex Meret, acquistato due anni fa a suon di milioni dall’Udinese e indicato da molti come l’erede naturale di Gigi Buffon. Tra i due, però, Gennaro Gattuso sembra aver posto il colombiano in cima alla lista delle preferenze.

Non è un mistero, infatti, che l’allenatore del Napoli punti su Ospina nelle partite più importanti, come è accaduto sabato contro l’Atalanta. Una scelta settata da un fattore ritenuto fondamentale da Gattuso : la capacità dell’estremo difensore sudamericano di giocare con i piedi.

Ospina è un vero e proprio regista difensivo aggiunto capace di verticalizzare la manovra a partire dalla propria area di rigore in modo rapido e imprevedibile. Sabato è accaduto diverse volte che Ospina abbia servito con precisione chirurgica uno dei due esterni d’attacco, Lozano e Politano per sorprendere gli avversari. Uno schema provato e riprovato durante gli allenamenti a Castelvolturno e che Ospina riesce a interpretare con grande coraggio e intraprendenza. Dai suoi piedi, infatti, sono partite diverse azioni in velocità del Napoli che hanno più volte messo in difficoltà la linea difensiva degli orobici. D’altronde lo stesso Gattuso ai microfoni di Sky nel dopo-gara ha ribadito la sua idea di calcio verticale: « Quando la squadra ha la possibilità cerchiamo sempre di verticalizzare le azioni e puntare la porta avversaria» e le azioni quasi sempre partono dalle retrovie, ossia dai piedi del portiere che nell’idea del tecnico azzurro non deve limitarsi a effettuare lunghi rilanci, ma servire i compagni più veloci, in particolare gli esterni.

Nel calcio moderno di Gattuso, dunque, accade anche che il portiere diventi assist-man a servizio della manovra offensiva di una squadra che gioca per tutti i 90′ in attacco. Ospina è il favorito per ora del tecnico calabrese per la sua bravura à giocare con i piedi, una caratteristica comune ai portieri sudamericani, ma Meret è il futuro e anche lui si sta allenando molto per migliorare il gioco con i piedi. Se riuscirà a farlo, sarà lui il portiere del Napoli per i prossimi 10 anni e chissà se anche in Nazionale non riuscirà a battere definitivamente la concorrenza di Donnarumma.

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Gennaro Punzo