Anche la Lamborghini omaggio Maradona

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Ph. Fabio Sasso/FPA

Napoli – la scorsa settimana c’è stato nella città partenopea il Bull Days 2022, ed il noto marchio di auto sportive di super lusso della Lamborghini hanno omaggiato il D10S con una macchina tutta dedicata a lui che a Napoli ha fatto la storia del calcio. la kermesse ha avuto come luogo d’incontro con i cittadini da piazza del Plebiscito alle vele di Scampia passando per Sorrento e Gianturco.

La Lamborghini dedicata a Diego Maradona che ha preso parte al Bull Days 2022, il grande raduno di proprietari di Lambo che ha trascorso tre giorni a Napoli, ha fatto tappa nel suo tour anche a Scampia.

Angeli custodi i “Fantasmi di Secondigliano”, la squadra investigativa e operativa del commissariato Secondigliano che ha voluto portare la Lamborghini tra la gente di Scampia. «Ho attraversato il viale principale di Secondigliano, visitando il commissariato con foto di rito e tour, per poi dirigermi in direzione Vele di Scampia – scrive sul suo blog Stefano Cigana, proprietario della Lambo e organizzatore dell’evento – Il tutto a bordo della mia Huracán con numero 10, firma ed effige di Diego Armando Maradona, tributo speciale al Pibe de Oro». «Un modo per diffondere un messaggio, per dare voce a chi non ce l’ha: a Scampia c’è anche la brava gente, il bene esiste e può crescere anche qui. Qui, dove tutto pare ridursi ancora a una mera lotta per la sopravvivenza. Qui, dove invece può sorgere un nuovo futuro».

“Al nostro arrivo qui alle vele, sono usciti correndo verso di noi numerosi bambini, seguiti subito dopo dall’egual stupore dei genitori e delle famiglie. Davvero indescrivibile. Ci siamo poi diretti verso l’interno del complesso, salendo le scale fra graffiti, rifiuti, vetri rotti, simboli, bandiere, tracce lasciate da persone provenienti da innumerevoli paesi, culture, realtà. Siamo saliti in alto e a quel punto Enzo del Commissariato Scampia ha bussato a una porta. Ad aprirci la signora che con grande gentilezza, accoglienza e umanità ci ha accolti per farci scattare la foto dall’alto. Mostrandoci un’ospitalità veramente d’altri tempi. Quella signora non aveva niente e dopo averci aperto le porte, dopo dieci secondi eravamo già suoi ospiti».

Angeli custodi Antonio, Luca, Enzo. «Rischiano la vita ogni giorno per la brava gente di queste terre dimenticate da dio. Hanno fatto cadere il clan di Lauro, hanno ripulito le Vele di Scampia, interi quartieri liberati dai germi della mafia». «Quella fotografia è un quadro, dove la Lamborghini è la Gioconda» hanno detto.

Non una semplice foto. Queste sono infatti le parole di Luca: «Qua se ne vedono spesso, a volte sai per affermare la propria presenza sul territorio i clan camorristici, alcuni personaggi legati alla criminalità organizzata, ne fanno sfoggio ma ne fanno uno sfoggio sbagliato, volgare, violento, invadente». Era un simbolo non solo di bellezza ma anche di speranza. È come se fosse stato lanciato un messaggio: «O qua stiamo in mezzo al deserto, ma anche in mezzo al deserto può crescere una rosa!», conclude Cigana.

È stata quindi una foto che entrerà nella storia, una visita che ha già lasciato una traccia. Una vera e propria performance, azione artistica a sfondo sociale dove l’immagine iconica di Diego Armando Maradona è diventata il ponte simbolico ed estetico fra due mondi opposti, quello del benessere e quello della povertà estrema, fra due parti di Napoli antitetiche e unite allo stesso tempo.

Influenzato dall’inprinting del maestro d’arte Pep Marchegiani, ho voluto rendere omaggio a tutti i “mille colori” di Napoli wrappando l’emblematica silhouette di Maradona. Un simbolo di riscatto che parla la stessa lingua multietnica dei graffiti presenti all’interno delle vele: «Un veneto a Scampia è come Colombo a Santo Domingo nel 1492», ha detto

 

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