Che effetto fa prendere il posto di uno come Mertens? Raspadori si racconta affrontando anche il ‘confronto’ col belga

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Un vero e proprio colpo di mercato pagato oltre 30 milioni dal club azzurro e arrivato all’ombra del Vesuvio per raccogliere l’eredità importante di Dries Mertens. Ad oggi possiamo dire che l’arrivo di Giacomo Raspadori ed anche i ‘milioncini’ sborsati ne sono valsi la pena già dal primo mese.

L’attaccante azzurro si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera dove si è soffermato su diversi argomenti: “Sono un ragazzo normale, umile, anche. Alleno il fisico, ma anche la mente, studio e sport possono andare di pari passo, due valori aggiunti. Tatuaggi e orecchini non ne ho, semplicemente perché non mi piacciono. Dal Sassuolo al Napoli? Scelta ambiziosa. Voluta. Pensata e approvata anche dalla mia famiglia. Ringrazierò sempre il Sassuolo che ha capito la mia esigenza e l’ha assecondata. Il Napoli mi ha dato fiducia, tanta fiducia. Ed io ho sentito che avrei potuto ricambiarla. Paura mai, rispetto per il grande club dove approdavo sì. Mi sono sentito pronto”.

Napoli è una vetrina esigente. “Ho 22 anni, nel calcio non sono pochi. Poter sbagliare e rialzarmi mi ha formato. Probabilmente se non avessi fatto questo percorso avrei avuto difficoltà. E da ragazzino ne ho avute di delusioni. Cadere e rialzarsi in una piazza che ti giudica, ma fino a un certo punto, mi ha aiutato, ha accelerato la crescita. Ecco perché ho sentito che il momento era arrivato. La Premier è un sogno per tutti, chi fa calcio ama e ammira quel calcio. Poi nella vita ciascuno sceglie quello che vuole. Per me c’era il Napoli e basta. Quando sono arrivato ho avuto conferma di essere nel posto giusto nel momento giusto della mia vita”.

Al Napoli è mancato l’equilibrio delle scorse stagioni? Guardavo spesso le gare in tv, la squadra era forte. Ha fatto cose importanti, non scontate. Poteva anche andar meglio, vero. Ma forse è questa la crescita. Il Napoli è un gruppo, anche dal punto di vista umano, con valori alti. La sintonia ci fa rendere al meglio. Può essere l’anno buono? Siamo tanti nella zona alta della classifica, ed è presto per dire chi taglierà il traguardo. Milan, Inter, Roma, Atalanta e Juventus e noi che non ci poniamo limiti”.

Cosa mi chiede Spalletti? Mi chiede di essere naturale. Fare le cose che so fare. Mi dà libertà, per me è la forma massima di fiducia”.

Ho sostituito Mertens? Un onore. Stimolante. Lui qui ha fatto il record. È stato un protagonista. L’ho conosciuto e mi ha fatto una grande impressione anche dal punto di vista umano. Persona intelligentissima”.

Il segreto del Napoli? Le nostre prestazioni sono alte, con il contributo di tutti, ma un centrocampo con Anguissa, Lobotka e Zielinski fa tanta, tantissima differenza”.

Il ballottaggio con Simeone? La competizione è energia. Le gare sono lunghe e tutti e due possiamo incidere”.

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