Gabbiadini sì o no, i dubbi che assalgono Sarri e la spaccatura tra i favorevoli e i contrari

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    C’è chi dice no. C’è chi dice sì. E in mezzo Manolo Gabbiadini, il ragazzo dalla faccia impenetrabile e dai sentimenti celati (a parte lo scatto d’ira di Crotone) che continua ad essere una mina vagante nel Napoli di Maurizio Sarri. Domani c’è la Lazio al San Paolo e da alcune ore si è già aperto il dibattito sui social e sui giornali tra chi invoca il ritorno del tridente dei piccoli con Mertens centravanti e chi, invece, insiste nel voler dare all’ex sampdoriano un’altra chance dopo l’ennesima prova incolore fornita in Turchia contro il Besiktas.

    Un dibattito calcistico alimentato anche dal dualismo tra tecnico e presidente. Il patron – padrone Aurelio De Laurentiis nell’ultima intervista ha perfino osato mettere in discussione il modulo di Maurizio Sarri, suggerendo al tecnico di adottare uno schema che prevede due punte per facilitare l’inserimento di Gabbiadini. Ma appena qualche giorno fa lo stesso Sarri aveva dichiarato senza mezzi termini che la squadra non può mettersi a disposizione del giocatore. Una contrapposizione di vedute tra i due che rischia di rompere il giocattolo perfetto che lo scorso anno incantava l’Italia e l’Europa.

    Le parole di De Laurentiis sono il tentativo di non svalutare un patrimonio tecnico e economico della società, è vero. Ma dette in un certo modo e davanti ai microfoni di una radio potrebbero sortire l’effetto contrario: irrigidire le posizioni di un allenatore che resta saldo nelle sue convinzioni e rischiare di far marcire Manolo Gabbiadini in panchina fino al mercato di gennaio, con l’inevitabile caduta delle sue quotazioni.

    La priorità, per il momento, resta la Lazio e la ripresa della corsa in campionato dopo la sconfitta contro la Juventus. Con Gabbiadini o senza, il Napoli deve vincere per non perdere di vista il primato.

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