Hamsik: “Napoli è tutto, ho rinnovato per cinque volte in dodici anni! Allegri mi voleva sia al Milan che alla Juve”

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Una carriera iniziata nel 2007 con il passaggio al club di De Laurentiis dove ha raccolto 520 presenze andando a rete per ben 121 volte. Ha salutato il San Paolo nel febbraio del 2019, a malincuore, proseguendo la sua carriera in Cina con la maglia del Dalian. Poi l’approdo al Goteborg che lascia dopo 4 mesi e approda in Turchia, al Trabzonspor.

L’attuale centrocampista del club turco è tornato sul suo passato ai microfoni dell’edizione odierna del Corriere dello Sport. Allegri mi ha cercato per portarmi al Milan, nel 2011: tutto vero. E mi voleva anche alla Juventus, confermo. E adesso posso rivendicare con orgoglio che la stima di un allenatore di questo spessore mi ha fatto enormemente piacere. Non gli ho mai parlato direttamente ma sapevo che mi considerava degno di giocare con lui e che ne sarebbe stato contento”.

Su Mazzarri: “Lui e Moratti mi avrebbero portato all’Inter, non posso smentire. Ma io non ho mai pensato di lasciare Napoli, non sarei mai andato a giocare in un’altra squadra italiana. Non ci sarei riuscito. Non ce l’avrei fatta”. 

Su Real e Chelsea: “Il loro interesse? Non ricordo… È il passato. Io avevo Napoli e se qualcuno pensa che porti con me qualche rimpianto è fuori strada. Ho rinnovato per cinque volte in dodici anni, penso sia un record. Ci volevamo e ci vogliamo bene. De Laurentiis me ne ha voluto e non mi avrebbe ceduto, se non per una cifra pazzesca: gli avrebbero dovuto dare tanti soldi, ma tanti”.

Sull’esperienza a Napoli: “È stato e resta un amore grande, che ho vissuto appieno per dodici anni. Conservo amicizie, pure nella squadra ovviamente, anche se la mia riservatezza e la mia scarsa vena da comunicatore mi frenano. Ma sento quando è possibile De Laurentiis, dal quale ho ricevuto testimonianze di affetto vero che non sono mai svanite dal giorno dell’addio. Ho contatti con Maurizio Micheli, il capo dell’area scouting che mi portò in Italia a Brescia ed al quale devo tanto. Poi anche i compagni, certo”.

Su Insigne: “Penso che la storia di Lorenzo sia molto simile alla mia”. 

Sull’addio al Napoli: Accadde tutto così in fretta, c’era il campionato in corso. Ma non è mai troppo tardi per rivedersi, magari organizziamo una partita di addio al Maradona, la facciamo con De Laurentiis. Oppure se vogliono che quando chiudo passi a fare il dirigente, io alzo la mano e dico: eccomi qua. Non ho dimenticato nulla, mi tengo tutto: le Coppe Italia, la Supercoppa, le emozioni, i ricordi. Lo scudetto sarebbe stato giusto, ci siamo andati molto vicini. Come quest’anno, in una stagione diversa dalla nostra: stavolta se lo contendevano in tre, allora eravamo noi e la Juventus”.

Ph Fabio Sasso/FPA

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