Il Cambio di tattica per la squadra

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Ph Fabio Sasso/FPA

    di Pasquale Ferrillo

Napoli – Il mese di novembre, per il Napoli, sta diventando un mese poco fortunato dal punto di vista degli infortuni. Nella passata stagione il bomber nigeriano Osimehn si infortunò alla spalla rimanendo fuori dai campi di calcio per alcuni mesi; seguirono numerosi altri infortuni – quello più grave colpì l’altro attaccante partenopeo, Dries Mertens, che riportò un trauma alla caviglia sinistra durante la trasferta a Milano con l’Inter – ed assenze per contagi da Coronavirus. Quest’anno le cose non sembrano andar diversamente da questo punto di vista, anzi tutt’altro. Basti pensare che nelle ultime due gare di campionato giocate contro l’Inter e la Lazio alla squadra partenopea mancavano ben sei giocatori, tra cui Osimhen, Anguissa e Manolas, assenti per infortunio, e Demme, Politano ed il giovane Zanoli assenti per Coronavirus. E se per le quarantene o le guarigioni da Coronavirus i tempi di recupero sono abbastanza celeri, per Osimehn ed Anguissa si prospetta un rientro in campo direttamente nel 2022 – aprendo una finestra sulla coppa d’Africa, in caso di disponibilità dei due calciatori africani e consecutiva convocazione, potrebbero restare fuori causa fino al mese di febbraio.

Ph Fabio Sasso/FPA

Orbene, se la questione coppa d’Africa, che avrebbe privato il Napoli della sua “colonna portante” ovvero di Koulibaly, Anguissa e Osimhen, era da tempo nota a mister Spalletti che stava già iniziando ad immaginare quali possibili mosse mettere in atto per sopperire a tali assenze, gli infortuni di novembre hanno anticipato nettamente i tempi di attuazione.

Il Napoli con Osimhen in attacco sviluppa un gioco fatto di ricerca della profondità immediata: sia i difensori che i centrocampisti, non appena possibile, verticalizzano alla ricerca della punta effettuando lanci negli spazi vuoti che il nigeriano è bravissimo ad attaccare. In questo modo, la squadra può accompagnare di meno e questo – al pari con la bravura dei difensori ed all’elevata attenzione posta da tutta la squadra alla fase difensiva – spiega, per certi versi, anche il motivo della miglior difesa del campionato. Non dovendo costantemente accompagnare la manovra d’attacco con tutta la squadra il Napoli resta sempre abbastanza coperto in difesa.

Ph. Fabio Sasso/FPA

Senza il nigeriano in attacco, invece, cambia il modo di attaccare – e conseguentemente quello di difendere. Che si giochi con Mertens o con Petagna in attacco, il Napoli è costretto a ricercare la via del gol attraverso un fraseggio più ampio e l’accompagnamento della intera squadra alla manovra offensiva non disponendo di quell’attaccante in grado di aggredire gli spazi in verticale. Tale modo di attaccare può risultare sicuramente più spettacolare e molto proficuo – portando tanti giocatori nella metà campo avversaria; tuttavia, la fase difensiva potrebbe risentirne ma confidiamo in un grande lavoro tattico che il mister stava già preparando, in previsione della coppa d’Africa e che ha dovuto anticipare, sui difensori e sui centrocampisti.

In questo nuovo modo di giocare, l’assenza di Anguissa potrebbe essere superata brillantemente con l’impiego di Demme o Lobotka entrambi calciatori meno di rottura ma molto bravi a “legare il gioco”. Comunque andrà, mister Spalletti sta dimostrando di avere una buona e profonda rosa e di essere un grande allenatore capace di leggere le partite e cambiare modulo o tattica per far fronte agli imprevisti e anche alla sfortuna.

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