Morte Maradona, il comunicato che svela gli ultimi giorni di Diego: “Ridotto in uno stato di schiavitù..”

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La morte di Diego Armando Maradona ha scatenato un vero e proprio putiferio dopo le indagini aperte in merito alla gestione post operatoria dell’ex Pibe de Oro con una lunga lista di indagati tra cui figuravano in primis Leopoldo Luque, medico personale di Diego, accusato di aver gestito “male” l’attività post operatoria del Campione e al centro del ciclone per la discussa telefonata al 911 e la psichiatra Agustina Cosachov con la colpa di aver prescritto farmaci inadatti ad un malato di coronarie come Maradona.

La battaglia degli eredi del Pibe de Oro non si ferma e va avanti con l’intento di far chiarezza sulla sua morte. Nelle ultime ore è stato pubblicato un comunicato stampa diffuso attraverso il profilo Facebook di Maradona che porta la firma della Procura di La Plata, ma anche di gran parte dei familiari più stretti di Maradona. Ecco quanto si legge: “Vogliamo mettere a conoscenza dell’opinione pubblica in generale e in particolare di tutti coloro che hanno amato nostro Padre, Diego Armando Maradona, che ieri la Procura n° 15 della Città di La Plata ha fatto un passo in più (come già hanno fatto la Fi scalia Generale di San Isidro e il tribunale civile n° 20 della Città di La Plata), alla ricerca della VERITÀ OBIETTIVA. Questa risoluzione è stata la conseguenza naturale, né più né meno, delle prove che abbiamo potuto raccogliere per conoscere ogni giorno di più la realtà dei fatti”.

“La nostra intenzione e quella dei nostri avvocati è stata scoprire cosa è successo nella vita di nostro Padre nell’ultimo periodo della sua vita, LA VERITÀ DELLA SUA FINE. Inoltre, SAPERE LA VERITÀ delle azioni del suo ambiente, chi lo ha circondato e isolato gli ultimi anni della sua vita. (probabilmente abbandonandolo alla fine al suo destino), svuotando il suo patrimonio e diventando milionari da un giorno all’altro. Così vogliamo anche che si chiarisca, chi è ognuno in questa storia e che finalmente il mondo intero sappia con certezza, chi siamo i titolari di proteggere l’eredità di nostro Padre, affinché non abbia alcun dubbio su chi deve parlare e su chi ci si può fidare”.

Il passaggio chiave del documento è quello che segue: il Pibe de Oro sarebbe stato “ridotto in uno stato di schiavitù da luglio 2020 e novembre 2020 da nove persone (tra cui il legale di Maradona Matias Morla, ndr), che gli hanno limitato i contatti personali e telefonici con la famiglia e gli amici manipolandolo psicologicamente e fornendogli alcol, farmaci e marijuana con il solo scopo di beneficiare economicamente dei guadagni ottenuti dalla figura di Maradona”.

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